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La castagna in 20 righe

Dal frutto del castagno derivano le castagne, appartenenti alla specie denominata ”Castanea Sativa”. Più precisamente, si tratta di un albero da frutto appartenente alla famiglia delle Fagaceae, la stessa cui appartengono la quercia e il faggio.

Dal frutto del castagno derivano le castagne, appartenenti alla specie denominata ”Castanea Sativa”. Più precisamente, si tratta di un albero da frutto appartenente alla famiglia delle Fagaceae, la stessa cui appartengono la quercia ed il faggio.

Nel passato, questa specie è stata coltivata principalmente per usufruirne del legname, piuttosto che per la produzione e la commercializzazione dei frutti.

Ancora oggi, purtroppo, la castagna ricopre un ruolo piuttosto marginale in campo alimentare: la produzione è limitata solo ad alcune specie pregiate e anche la farina è utilizzata molto poco, limitandone l’utilizzo alla preparazione di dolci tipici come il noto castagnaccio, molto diffuso in Piemonte, Liguria e Toscana.
La castagna in 20 righe
Le qualità più pregiate delle castagne vengono utilizzate principalmente dall’industria dolciaria per la preparazione della crema di marroni e, ovviamente, per realizzare i marron glacé.
In commercio, sui banchi dei nostri mercati, le castagne sono reperibili solitamente dalla metà di ottobre sino alla fine di novembre.
Le castagne frutto degli alberi selvatici sono più grandi e dolci (anche se non è detto, proprio perchè in natura possono esservi notevoli variazioni), quelle derivate dalle piante coltivate sono chiamate marroni, più economiche e ridotte nelle dimensioni.

Le castagne sono da sempre conosciute con la denominazione ”pane dei poveri”. E, in effetti, sono una fonte principale di carboidrati complessi e una buona fonte di sali minerali quali: potassio, zinco, ferro, magnesio, fosforo e vitamine appartenenti al gruppo b, c, e p.
Un’altra caratteristica importante è data dalla farina ricavata da questi frutti, che è priva di glutine. Frutto molto digeribile per via del tipo di cottura, che porta l’amido a divenire zucchero semplice. Assolutamente da evitare per chi soffre di diabete.

Le castagne, come abbiamo già accennato, sono prevalentemente una fonte di carboidrati, basti pensare che dieci castagne apportano lo stesso impatto calorico di circa mezza porzione di pasta.
In conclusione, mangiare castagne è possibile e consigliabile purchè, come per tutti gli alimenti tra l’altro, ci si ispiri alla moderazione nell’ambito di una dieta sana ed equilibrata.
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