Notifica al Ministero della salute n. 93138

Quando mangiare buccia della frutta e scorza del formaggio?

Senza creare allarmismi, parliamo principalmente della buccia e scorza di mele, pere, agrumi, pesche, gorgonzola, pecorino, provolone.

Parliamo principalmente di mele, pere, agrumi, pesche, gorgonzola, pecorino, provolone.
Tolti i frutti in cui la scelta è obbligata (nessuno credo consumi la buccia del cocomero, ad esempio, o pensi di sbucciare le ciliegie), restano quelli che di norma circolano nelle nostre case già elencati sopra.

Pochi chiari punti da ricordare:

1. La frutta va sempre lavata con acqua, non serve altro, ma è importante. Tutti infatti ci concentriamo sui pesticidi, ma in realtà è il rischio batterico soprattutto legato agli agenti patogeni che possono essere contenuti nei residui di terreno ad essere più elevato
Quando mangiare buccia della frutta e scorza del formaggio?
2. Gli agrumi sono spesso trattati con prodotti chimici che rendono la buccia non edibile (quanti di voi leggono l’etichetta, soprattutto quando il prodotto è sfuso?). Non che qualcuno pensi di mangiarla così com’è, ma la buccia può essere utilizzata per essere candita o, in percentuale, utilizzata nella classica marmellata fatta in casa. Il mio consiglio personale è: se vuoi usare la buccia degli agrumi, acquista prodotto biologico

3. Il 50% della vitamina C della mela è contenuta nella buccia e vi sono altri elementi positivi che indurrebbero a suggerirne il consumo. Evitiamo certamente di ingerire la buccia di quei frutti scintillanti poichè trattati con cere lucidanti. Per il resto, consumare la buccia solo quando si consuma prodotto biologico o “dell’orto” di cui bisogna conoscere le prassi di gestione! Questa indicazione è valida sopratutto per bambini e ragazzi

4. Lo stesso discorso è applicabile a pesche e pere

5. Anche tra i formaggivi sono delle scorze non commestibili, facilmente riconoscibili perchè risultano pessime al gusto! Ma ve ne sono delle altre insidiose, poichè potrebbero essere di gradimento per qualcuno, ma potrebbero anche essere trattate con addittivi di vario tipo (il pecorino, il gorgonzola, il provolone possono esserlo). Se la crosta non è edibile, vi deve essere una chiara dicitura sull’etichetta della confezione o addirittura sulla crosta stessa o, ancora, sulla pellicola che la ricopre

Muoio se consumo una buccia di arancia o una crosta di formaggio trattata con addittivi protettivi di varia natura? No di certo!
Però la buona salute si costruisce e mantiene nel tempo attraverso tanti piccoli accorgimenti.
Questo principio, al giorno d’oggi in cui le fonti di inquinamento di varia natura sono innumerevoli, assume una valenza strategica sopratutto per il futuro dei più piccoli. 
Mangiamo un po' di tutto, scegliendo la QUALITÀ e LEGGENDO con cura le ETICHETTE.
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